Aosta storica

Una  passeggiata alla scoperta dei luoghi più suggestivi di Aosta, tra scavi archeologici, resti romani e complessi medievali.

Fondata dai romani nel 25 a.C con il nome di Augusta Praetoria, sorge nel punto di confluenza del torrente Buthier col fiume Dora Baltea.

A determinare la scelta del luogo fu proprio la sua posizione strategica. Vicino a un’importante via d’acqua, era possibile controllare da lì tutte le vie di accesso ai valichi alpini in direzione delle Gallie.

Questo tour cittadino vuole quindi farti fare un viaggio nel tempo, ripercorrendo attraverso i luoghi più caratteristici di Aosta i momenti che ne hanno segnato la storia.

Non sarà sempre facile assegnare a un luogo un unico periodo storico. Le città sono infatti delle infinite stratificazioni. Vedremo quindi edifici sorgere sui basamenti di uno più antico, o strutture riadattate alle necessità del tempo.

Aosta è questo, uno scavo archeologico a cielo aperto, che ogni attira migliaia di turisti in cerca di bellezza e fascino.

Periodo romano

Le mura e porte romane

Il nostro punto di partenza è Piazza Manzetti, situata in prossimità della stazione ferroviaria. Per chi arriva da fuori, magari da un paese limitrofo, risulterà facilmente raggiungibile anche coi mezzi.

Da qui seguiamo Via Carducci e arriviamo al nostro primo punto d’interesse, la Torre di Bramafam 1,  o Castello di Bramafam. Dimora dei visconti di Aosta, risale al XIII secolo.

La tradizione fa risalire il nome al valdostano “bramé la fam”, cioè “gridare la fame”. Si dice infatti che durante i periodi di carestia il popolo aostano andasse a protestare per la mancanza di cibo sotto la torre.

Se osserviamo l’edificio con attenzione notiamo alla base della torre i resti di un bastione. Qui si trovava, affiancata da due torri e attaccata alle mura, la Porta Principalis Dextera, di cui però oggi non c’è più traccia.

Fine più o meno analoga anche per la Porta Principalis Sinistra, in Piazza Roncas 5. Di questa rimangono solo pochi resti del basamento nei sotterranei del Museo Archeologico Regionale, ospitato nell’ex convento della Visitazione.

La meglio conservata è in assoluto Porta Praetoria 10. Si trattava del principale punto di accesso alla città, fatta da una piazza d’armi e da tre porte: una grande per i carri e due piccole per i pedoni.

In alcuni punti è ancora visibile il marmo che all’epoca rivestiva completamente la struttura.

Le Porte di accesso, quattro e disposte in corrispondenza dei punti cardinali, erano gli unici varchi in una città che appariva completamente circondata da mura.

Frammenti di mura romane 4 sono visibili in molti punti della città. Il tratto meglio conservato rimane però quello lungo via Solarolo, dove occupa quasi tutta la lunghezza della strada.

Appena fuori dalle mura, com’era consuetudine all’epoca romana, troviamo due esempi di necropoli poste esattamente ai lati opposti del perimetro.

Necropoli foro romano e teatro

La prima necropoli romana 3 che incontriamo lungo il nostro itinerario vede sepolture cristiane e pagane databile dal I secolo d.C fin quasi all’anno Mille. É possibile inoltre vedere i resti di tre mausolei e di una basilica paleocristiana del V secolo. ( Per accedere all’area bisogna contattare i responsabili al numero 0165.275911)

L’altra necropoli si trova sotto la Basilica di San Lorenzo 11, e venne addirittura utilizzata già dall’Età del Ferro.

Ma Aosta, proprio come Roma, era soprattutto Foro romano 6. Centro nevralgico della vita poltica, civile e religiosa della città, ospitava botteghe, templi e centri di potere.

Purtroppo sono pochi oggi i resti ancora visibili. L’area più caratteristica e di grande fascino e suggestione è di certo il criptoportico forense 7. Risalente all’epoca augustea, si tratta di un portico chiuso sia in alto che ai lati, costruito sul perimetro del Foro per regolarizzare un terreno troppo in pendenza.

Gli archi a botte e la particolare luce che filtra dalle finestre a bocca di lupo ne fanno un must del nostro tour.

Augusta Praetoria era anche divertimento, e la grande capienza del suo teatro romano 9 lo dimostra.

Ancora ben visibili sono le gradinate ad emiciclo, che secondo una stima potevano accogliere circa quattromila persone. A colpire è però l’altissima facciata del teatro, che coi suoi 22 metri lascia a bocca aperta.

Curiosità_ Fino agli anni Venti, addosso a questa facciata, erano state costruite delle case. Saranno poi demolite sulla scia di una grande opera di restauro e rivalutazione del patrimonio archeologico.

Arco Augusto e ponte romano

Vicino al teatro, ma fuori le mura, l’Arco di Augusto 13. Eretto sulla strada principale in onore dell’imperatore Augusto, ricorda la vittoria dei romani contro i Salassi, antica popolazione locale.

A una decina di metri, sempre sull’antica strada principale, il Ponte romano 14 ci ricorda che da lì passava il torrente Buthier prima di uscire bruscamente dal suo corso dopo una serie di rovinose piene.

Medioevo

Tra i più importanti complessi medievali della città c’è sicuramente la Collegiata di Sant’Orso 12 e il suo Priorato.

Sebbene la costruzione originale risalga al V secolo, ciò che vediamo è la conseguenza di rimaneggiamenti databili XI e XII secolo. Bizzarra la punta del vecchio campanile che spunta dalla facciata della chiesa.

Risalente al 1130 il bel Chiostro, che costruito sullo stile provenzale e lombardo, vede scene della vita di Sant’Orso rappresentate sui capitelli. Il Priorato è la costruzione più recente, datato 1500, e rispecchia il desiderio di sfarzo e ricchezza del priore.

Anch’essa rimaneggiata nel tempo è la vicina Basilica paleocristiana di San Lorenzo 11. Costruita su un antica necropoli, veniva usata per dare sepoltura ai primi vescovi aostani.

Da non dimenticare la cattedrale Santa Maria Assunta 8, costruita nel IV secolo sulla struttura del criptoportico forense.

Le due torri del Lebbroso e di Pailleron

I luoghi ancora da visitare del nostro itinerario sono due torri.

La Torre del Lebbroso 2, era un bastione di origine romana, conosciuto per aver ospitato Le lèproux de la cité d’Aoste, dal titolo di un famoso romanzo.

La Torre di Pailleron 16 invece veniva chiamata così per aver ospitato per molto tempo un pagliaio. Quest’ultima è la torre meglio conservata di Aosta, ancora collegata a un tratto di mura sul lato meridionale.

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